APAndrea Pellizzari
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Sviluppo in-house in PMI manifatturiera italiana

Il mio mestiere principale non è uno stack — è un contesto. Sviluppo software interno in una PMI manifatturiera italiana del Nordest. Non sono freelance, non sono consulente esterno, non offro servizi commerciali. Sono dipendente, lavoro su quello che serve all'azienda, e ho la fortuna di avere un perimetro abbastanza largo da toccare gestionali, ecommerce, knowledge base AI, automazioni, sistemi di gestione integrato. Il vantaggio dello sviluppo in-house è che vivi il dominio: conosci gli operatori che usano i tuoi software, vedi il problema dieci minuti dopo che è capitato, costruisci sopra cose reali e non boilerplate generato in fretta. Lo svantaggio è che devi essere generalista — il T-shaped developer è la modalità di sopravvivenza.

Il riassunto operativo di come lavoro è raccontato in chi-sono e nelle case study: ogni progetto qui pubblicato è un sistema reale costruito dentro un'azienda, con i vincoli di un'azienda, con la pazienza di un'azienda.

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Domande ricorrenti

Sviluppo in-house o software house: quale modello scegliere come azienda?

Dipende dal volume e dalla criticità. In-house ha senso quando il software è strategico, quando il dominio è specifico (es. produzione manifatturiera), quando si vuole controllo lungo nel tempo. Software house esterna ha senso per progetti puntuali con scope chiuso. Una PMI con 50-200 persone in genere beneficia di almeno uno sviluppatore interno, specie se ha un gestionale customizzato.

Cosa fa uno sviluppatore in-house in una PMI manifatturiera italiana, in concreto?

Tantissime cose diverse, in funzione di cosa serve: estensioni al gestionale (SPRIX su Mexal), automazioni amministrative (Power Automate), interfacce custom (PowerApps o Next.js), siti ecommerce B2B, sistemi di gestione qualità/ambiente, knowledge base AI, integrazioni con fornitori e clienti. Il T-shaped è la regola, non l'eccezione.

Come si integra l'AI nello sviluppo in-house?

Per me l'AI è entrata nel flusso quotidiano via Claude Code e SDK Anthropic: skill custom per i miei stack ricorrenti, generazione di codice supervisionato, refactoring assistito, agenti per l'analisi di documenti aziendali (normative, capitolati, procedure SGI). Il risultato pratico è che produco molto di più senza perdere il controllo qualitativo.

Cosa rende valida la competenza maturata in-house rispetto a quella di un consulente esterno?

Profondità del dominio. Un consulente vede un progetto per qualche mese e va via; chi sta dentro vede il progetto vivere per anni, vede gli edge case che emergono solo dopo dodici mesi di uso reale, capisce perché certe scelte 'sbagliate' sono state fatte e a volte sono giuste nel contesto. Le case study qui raccolte raccontano sistemi in produzione da mesi o anni, non demo.

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